DOCUMENTO

La pandemia COVID-19 ha avuto un impatto radicale sulla nostra vita quotidiana determinando un inevitabile e inaspettato blocco in tutti i settori: dal turismo ai beni culturali, dalle piccole alle grandi imprese. La sospensione dell’intera programmazione mondiale di eventi e di festival, strettamente correlata al mondo del turismo, risulta ad oggi tra le più duramente colpite dall’ondata del virus, noi siamo i primi ad entrare in crisi e molto probabilmente gli ultimi a uscirne.

A causa della sua eccezionalità e della sua diffusione la pandemia ha rivelato la diffusa impreparazione sia istituzionale sia degli stessi operatori turistici e culturali nella gestione contingente della crisi nella progettazione di soluzioni concrete per un suo superamento, determinando un crescente senso di smarrimento presso l’intero mondo dei molteplici e variegati stakeholder, pubblici e privati, direttamente e indirettamente coinvolti nelle dinamiche del settore turistico, dal mondo dell’accoglienza a quello dell’intrattenimento e della ristorazione, ecc. 

Eventi e festival, come quelli musicali, sono diventati fattori chiave delle strategie di diversificazione economica e di competizione territoriale, in quanto potenziali generatori di crescita economica, di sviluppo sociale e culturale, di promozione dell’immagine territoriale e di rigenerazione socio-spaziale delle città e delle regioni, oltre che di rafforzamento della resilienza territoriale e identità locale, soprattutto nelle aree più fragili e periferiche. 

Se realizzati in modo programmatico, eventi e festival musicali diventano vere e proprie leve di competizione territoriale, in grado di accrescere la visibilità e migliorare la reputazione della località in cui si svolgono, di stimolare la cooperazione tra una molteplicità di attori e istituzioni, e di arricchire l’offerta turistica culturale della destinazione, accrescendo il valore del prodotto turistico e dell’esperienza turistica in ambito locale, soprattutto in termini di creatività, socialità, co-creazione, innovazione, unicità e radicamento con il territorio.

Rispetto a tale scenario, un primo raggruppamento di festival musicali siciliani, che al momento include sei diversi festival con le rispettive strutture organizzative, cioè quelle di OSS Ortigia Sound System Festival, One Day Music,  The Djoon Experience, FestiValle dei Templi, Mish Mash Festival e Mondo Sounds, e abbraccia cinque diverse province dell’isola, cioè Siracusa, Catania, Trapani, Agrigento e Messina.
Con il supporto di ricercatori universitari, tra cui Arturo Di Bella, docente di Geografia del Turismo del Dipartimento di Economia dell’Università di Catania, ha deciso di avviare un percorso di lavoro comune che, a partire dalla condivisione del momento drammatico, quale quello attuale, intende tramutare la crisi covid-19 in uno spazio di opportunità di collaborazione, sperimentazione e innovazione. 

MISSION

La mission del network è quella di sviluppare una piattaforma di condivisione di valori, conoscenze, competenze, esperienze, tecnologie, servizi e strategie utili sia ad affrontare nel breve le emergenze più contingenti connesse alla sospensione delle proprie attività culturali che rischiano di compromettere la stessa futura esistenza dei principali festival musicali della regione, sia ideare ed implementare un nuove modello di governance del fenomeno, in linea con i più innovativi modelli nazionali e internazionali.

La maggiore coesione interna degli operatori del settore determina un’accresciuta capacità di operare come watchdog organization, in grado di controllare e monitorare in modo più efficace ed efficiente opportunità di finanziamento e di collaborazione innovativa presenti in ambito locale ed extra-locale. L’implementazione di un’azione congiunta facilita inoltre l’approfondimento dello studio e della conoscenza oggettiva del fenomeno, riconoscendone e documentandone punti di forza e di debolezza, opportunità e rischi, che possano aumentare le capacità auto-riflessive degli stessi operatori e le capacità di resilienza dell’intero settore.

RICHIESTE

L’idea base è quella di riconoscere i festival musicali al tempo del covid-19 come veri e propri living lab, laboratori viventi di sperimentazione di idee, pratiche e modelli innovativi delle complesse relazioni tra spazio-tempo-cultura che possano fungere da volano per il rilancio del comparto specifico nell’Era post-covid-19, in una logica di sviluppo sostenibile, inclusivo e intelligente del turismo isolano.

Il Settore Festival, che è parte dei Settori Culturali e Creativi, già da tempo vive per lo più di forza lavoro costituita da associazioni e piccoli imprenditoriliberi professionisti e lavoratori a intermittenza, molti dei quali lottano già da prima della crisi per la sussistenza, sormontati da un carico fiscale sproporzionato al valore aggiunto che danno alla Sicilia in termini anche solo di indotto diretto. Oggi la perdita di reddito, unita a un accesso limitato se non nullo a linee di intervento strutturali per il comparto, rappresentano una minaccia diretta e immediata per le imprese, per tutti gli operatori del settore e di conseguenza per  i “creatori” (artisti, attori, musicisti e autori).

In tal senso, Sicilia Festivals chiede alla Regione Sicilia:

  • adesione del comparto alla misura di indennità per mancato sbigliettamento (misura 10 milioni prevista nell’ultima finanziaria);
  • l’adesione del comparto alla misura “Voucher” Sicilia proposta dall’Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo, tramite l’acquisto di un numero limitato di biglietti dei festival per le edizioni 2021. Tali biglietti potranno essere inseriti all’interno dei pacchetti di Tour Operator e Agenzie di Viaggio creando un vero vantaggio competitivo per il potenziale acquirente;
  • Istituzione da parte della Regione di un fondo “Salva Festival” per le imprese che organizzano le manifestazioni, e che non rientrano nei parametri del FUS, attribuendo un prestito a fondo perduto pari al 30% del fatturato dell’anno precedente, così come avviene in Francia ed in Germania;
  • che una delegazione di Sicilia Festivals possa partecipare ai tavoli tecnici che appronteranno le linee guida degli interventi emergenziali;
  • rappresentanza nei comitati scientifici per la valutazione dei progetti di rilevanza turistica della Regione Sicilia;
  • che l’Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo della Regione Sicilia  promuova all’interno di fiere, (BIT e simili), il brand “Sicilia Festivals” con un piano editoriale condiviso con il Network nel rispetto dei valori e l’identità della Rete;
  • riconoscimento giuridico dei Festival con l’ adesione ad un codice deontologico e la sussistenza  di parametri oggettivi (a titolo esemplificativo: percentuale preponderante di contenuti culturali, specifiche attività di formazione, promozione di valori sociali e del patrimonio culturale del territorio d’appartenenza, nonché compliance con le normative di sicurezza vigenti) certificati dall’Associazione di Categoria o da Commissione apposita;
  • creazione di misure adeguate allo sviluppo del comparto dei festival esperienziali che possano consentire alle imprese la programmazione dei propri eventi con adeguati strumenti finanziari a supporto. A tal proposito si ritiene opportuno precisare l’inadeguatezza della misura Co.Co. per i criteri di validazione e selezione dei progetti;
  • creazione di un albo dei progettisti culturali che identifichi figure professionalizzate del mondo della cultura;
  • creazione di un Codice ATECO che permetta di identificare i festival e le organizzazioni secondo principi fiscali in modo che il parametro ENPALS non risulti discriminante per l’accesso alle misure dello Spettacolo;
  • condivisione di strategie di destagionalizzazione per la costruzione di modelli virtuosi tramite l’accesso ai Teatri ed i beni monumentali, ed attraverso la sottoscrizione di  protocolli di intesa fra Enti locali, Parchi Archeologici e l’Assesorati all’ Identità Siciliana che ne permettano la fruizione nel rispetto dei beni;
  • condividione di strategie per la formazione di risorse umane a supporto del comparto anche attraverso investimenti nella creazione di percorsi formativi di alta specializzazione;
  • misure di defiscalizzazione per il triennio 2021 – 2023: credito di imposta sulle sponsorizzazioni, sospensione tasse locali sulle affissioni, canoni di concessione azzerati;
  • Istituzione di un Fondo di Garanzia Prestiti, attraverso Banca Irfis, per facilitare l’accesso al credito e l’erogazione di prestiti finalizzati a progetti di innovazione e riorganizzazione aziendale.